Dopo la rapina: l’impatto invisibile del trauma psicologico sul gioielliere e sulle loro famiglie

Quando un laboratorio o un punto vendita subisce un furto con scasso o una rapina a mano armata, il conto dei danni si misura quasi sempre in termini materiali: beni asportati, vetrine infrante, impianti danneggiati. Tuttavia, esiste una ferita ben più profonda e complessa da rimarginare, che non compare nei verbali delle Forze dell’Ordine: l’impatto psicologico ed emotivo sulla vittima, sui dipendenti e sulle loro famiglie.

Il senso di violazione della propria sfera personale, l’ipervigilanza costante, i disturbi del sonno e l’ansia che accompagna la riapertura della serranda sono sintomi riconducibili al Disturbo da Stress Post-Traumatico (DPTS). Molti artigiani e commercianti cercano di “tenere duro” e ripartire subito, ma ignorare il trauma emotivo rischia di compromettere la salute e la capacità decisionale nel lungo periodo.

Per questo motivo, la tutela offerta da ALP colloca la persona al centro dell’intervento. Attraverso il nostro protocollo di emergenza, garantiamo un primo contatto operativo entro 24h dall’evento per attivare immediatamente una rete di supporto psicologico specializzato. Mettiamo a disposizione psicologi convenzionati ed esperti nell’elaborazione del trauma da reato violento, affiancando l’associato passo dopo passo e offrendo al contempo assistenza legale e burocratica per la perizia dei danni e i rapporti con le assicurazioni. Nessuno deve essere lasciato solo nel momento in cui la serenità viene meno.

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